Di Facchini Emma e Omerovic Elma
La “Maturità” è sempre un tema molto discusso e a volte criticato dagli studenti. Negli ultimi anni non sono mancate polemiche e lamentele sulle materie scelte per l’esame di Stato, ora di nuovo chiamato esame di Maturità.
Se negli anni precedenti le polemiche potevano apparire esagerate o frutto di malcontento generico, quest’anno le perplessità sembrano avere basi più fondate, soprattutto alla luce delle modifiche apportate all’esame e delle discipline individuate.
La decisione di inserire fisica come materia interna e filosofia come materia esterna appare poco coerente con l’identità del percorso artistico. Nessuno mette in discussione il valore formativo della fisica, né la necessità di una preparazione culturale ampia e articolata.

Tuttavia, in un indirizzo che fonda la propria specificità sulla progettazione visiva, sulla pratica laboratoriale e sulla riflessione storico artistica, la scelta di far emergere all’orale una disciplina scientifica rispetto a quelle caratterizzanti solleva interrogativi legittimi.
Ancora più discutibile è la collocazione di filosofia come materia esterna. La filosofia dialoga profondamente con l’arte: ne interpreta i linguaggi. In un Liceo Artistico, essa può essere uno strumento essenziale per comprendere il valore culturale e artistico.
Le modifiche apportate all’esame avrebbero potuto essere l’occasione per valorizzare maggiormente l’identità di ogni singolo istituto. Invece, la scelta delle materie sembra allontanarsi dal cuore dei percorsi. Per i licei artistici, sarebbe stato più coerente puntare su storia dell’arte, disciplina che ci accompagna per cinque anni e che caratterizza la nostra scuola. La storia dell’arte non è solo studio del passato, ma chiave di lettura del presente e base consapevole per la progettazione futura.
In questo contesto, le lamentele non appaiono come semplici reazioni emotive, ma come richieste di coerenza. Un esame finale dovrebbe rispecchiare il percorso compiuto e valorizzarne le competenze specifiche. Quando ciò non accade, è naturale che emergano dubbi e malcontento. Quest’anno, più che in altri, tali dubbi sembrano avere motivazioni concrete e difficilmente ignorabili.



