Di prof. Stendardi

Bella parola, corrente!
Mi viene in mente una corrente marina che trasporta plancton e nutrimento attraverso gli
oceani, oppure, più semplicemente, la corrente del fiume che sospinge l’acqua verso il mare,
ma anche una corrente d’aria che, improvvisa, si intrufola all’interno di una stanza e
sconvolge le carte su un tavolo, proponendo nuove combinazioni.
In ambito letterario e artistico si parla di corrente per indicare movimenti di idee e gruppi di
persone che intorno a quelle idee si ritrovano e agiscono.
Quasi cento anni fa, nel 1938, a Milano un gruppo di artisti e letterati scelse questo nome
per il proprio movimento e per la rivista intorno a cui si radunarono, Corrente di vita giovanile,
poi semplicemente Corrente. Fra loro, accanto al fondatore Ernesto Treccani, artisti come
Aligi Sassu, Ennio Morlotti, Renato Guttuso e il “nostro” Bruno Cassinari. Li univa la volontà
di opporsi al regime fascista e di esprimere il profondo malessere nei confronti del contesto
sociale e politico instauratosi. Così la Bottega di Corrente, galleria d’arte in via della Spiga 9
a Milano, divenne luogo di incontri e dibattiti, dove questi artisti poterono dare espressione ad
un’arte più impegnata sul piano morale e civile.
Esperienza intensa, ma breve, in tempi di dittatura e di guerra. Nel 1940 la rivista venne
soppressa da parte del Governo, mentre, sotto l’incalzare delle vicende belliche, nel 1943 il
gruppo si disperse, come vuole il nome. La corrente, in fondo, non è fatta per essere stabile.
Corrente è una parola ricca di suggestioni e oggi credo che il migliore augurio sia quello che
una corrente d’aria fresca spazzi via tutto quanto c’è di pesante e di inaccettabile intorno a
noi, per tornare a sentire con chiarezza il profumo dei diritti umani, della legalità, del rispetto
per tutti. Naturalmente non ho ricette per guidare il vento, ma porto con me una incrollabile
fiducia nei giovani che ogni mattina incontro nei corridoi a scuola e nei cui occhi vedo la forza
necessaria per cambiare il clima del nostro tempo.



