Piovono parole

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di Ada Tenca

Anche quest’anno, come ogni anno a partire dal 2021, si è tenuto il concorso “Piovono parole”.
Ma di cosa si tratta?
Beh, per chi non lo sapesse, in questo articolo cercherò di spiegarlo, come è stato gentilmente spiegato a me dalla professoressa Veneziani.
Ho scoperto infatti una realtà del liceo che frequentiamo di cui non sapevo quasi nulla, ma che coinvolge tantissimi insegnanti, alunni, collaboratori e tecnici durante gran parte dell’anno e che, soprattutto, costituisce un momento commemorativo.

In poche righe, Piovono parole è un concorso letterario per gli alunni del biennio in cui i ragazzi che desiderano partecipare hanno l’occasione di interpretare con la propria sensibilità ed individualità un tema fornito a tutti dalla scuola.
Poco fa, sabato 5 aprile, si sono svolte le premiazioni del concorso, che hanno visto sul podio per la poesia Raffaele Fracchioni, primo classificato, seguito da Maddalena Scala al secondo posto e Rossella Simionato al terzo. Menzione speciale a Jacopo Foletti. Per la prosa, abbiamo al primo posto Giorgia Cremona, al secondo Beatrice Paparoni e al terzo Karolina Sotomayor Candas, menzione speciale Martina Milani.
Tutti i testi degli alunni premiati sono pubblicati sul sito della scuola.

Come ho già anticipato, il concorso rappresenta anche un bellissimo momento in cui rendere onore alla memoria della professoressa Rossella Groppi, che insegnava proprio alla nostra scuola e che ci ha lasciati 4 anni fa.
Forse qualche alunno dei più “anziani” ha avuto l’opportunità di conoscerla. Siccome io l’ho “conosciuta” solo attraverso qualche suo testo e attraverso la memoria della professoressa Veneziani, lascio che siano le sue parole a descriverla al posto mio:
“Questo concorso di scrittura creativa è intitolato alla docente Rossella Groppi, che è una docente della nostra scuola, che è mancata pochi anni fa. Quindi abbiamo pensato di onorarla e di ricordarla facendo qualcosa che a lei era molto caro: lavorare sulle parole. Lei ci teneva tantissimo, un’insegnante che ha dato tantissimo alla nostra scuola e ai nostri studenti e anche al territorio a livello culturale.
La scrittura, sia in poesia che in prosa, è legata a un tema, che quest’anno era l’azzurro, negli anni precedenti è stato il girasole, prima il vento, prima ancora c’è stata la bicicletta. Tutte tematiche che riguardano questa insegnante, che la riguardavano, per esempio l’azzurro era il suo colore preferito e la bicicletta lei l’amava tantissimo.”
Ma insieme a questo valore affettivo e di unione nel ricordo, c’è l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla scrittura:
“Quindi fare scrivere, perché? Perché attraverso la scrittura noi esprimiamo la nostra identità. Quindi la scrittura ha una funzione molto importante per la persona. Perché attraverso la scrittura noi diciamo quello che siamo.
Noi abbiamo un codice linguistico comune, che è quello che ci consente di comunicare, ma ognuno di noi ha anche una valigia dentro la quale ci sono parole che sono soltanto sue e che sa esprimere in un modo unico, irripetibile. Tecnicamente questo bagaglio di parole che ognuno di noi ha, personalissimo, si chiama in linguistica idioletto. Ed è questo che ci consente di scrivere sullo stesso tema cose completamente diverse. Abbiamo avuto poesie completamente diverse, abbiamo avuto una poesia che si intitola addirittura “Odio l’azzurro”.
Nel testo narrativo c’è chi ha prodotto dei testi molto biografici, chi dei testi fantasy, c’è anche chi ha prodotto dei testi thriller.
Da dove deriva questo? Appunto da questa propria voce che ognuno mette nella scrittura. E quindi noi riteniamo che la scrittura sia il nostro DNA e sia uno strumento per conoscere se stessi.”

Per quanto riguarda la giuria del concorso, essa è formata da alcuni docenti del triennio, che scelgono insieme alla famiglia della professoressa Groppi i testi da premiare tra quelli arrivati, quest’anno 62. C’è anche poi una giuria “popolare”, formata dalle rappresentanti di istituto, Mae Pacada e Noemi Pignacca, e dalla rappresentante della consulta, Emma Facchini, che vota per le menzioni speciali.
In palio ci sono buoni per l’acquisto di libri: 200 euro per il primo classificato, 125 per il secondo, 75 per il terzo, 100 per la menzione speciale. È grazie alla famiglia di Rossella Groppi che la scuola riesce ogni anno a finanziare questa iniziativa.
Inoltre, tutti i partecipanti ricevono un attestato e una valutazione positiva in civica.
Ma non sono solo gli alunni del biennio ad essere coinvolti.

La professoressa Veneziani ha evidenziato la grandezza e la difficoltà di un progetto del genere: “C’è anche una band, quest’anno una band composta da nove elementi, strumenti e voci. Ovviamente è un concorso che richiede la preparazione di un anno e la collaborazione di tantissimi docenti perché io tiro le fila, ma ci sono degli insegnanti che quest’anno ci tengo che vengano menzionati.
Allora, le professoresse di italiano che hanno seguito i ragazzi, quindi: Le professoresse Morena Croce, Elena Stellardi, Oldani Samantha, Camilla Trasciatti.
E ovviamente nella giuria un grazie al professor Raffo che tutti gli anni è nella giuria tecnica e un grazie a tutte quelle persone che, per esempio, per un mese e mezzo hanno consentito ai ragazzi di fare le prove, quindi docenti che hanno dato la loro disponibilità ogni settimana due ore per seguire i ragazzi durante le prove musicali.
Tutto il personale, i collaboratori scolastici, i tecnici che hanno allestito fuori. È una macchina molto complessa da gestire. Il risultato è sempre molto emozionante.


Una cosa che mi ha colpito tantissimo in questi anni è la capacità di produzione dei ragazzi del biennio, che emerge in questa circostanza e che non emerge per esempio nelle verifiche scritte. Ci sono ragazzi che riescono ad arrivare a livelli di performance in queste circostanze che sono nettamente superiori ai livelli di performance scolastiche.


Poi è bello perché si scopre un mondo, si scopre il vostro mondo, perché attraverso le parole emergono le vostre paure, le vostre gioie, i vostri desideri. Mi ha colpito molto anche la proprietà lessicale, che a volte si pensa che i ragazzi non abbiano, si dice sempre che non sapete scrivere, invece proprietà lessicale e capacità di costruzione di un testo e la non banalità, la non superficialità si ritrovano in questi testi.
E per quanto riguarda i momenti più belli, ogni anno il momento più bello è l’attesa dei punteggi. Vedere chi si è classificato tra i nostri ragazzi, è sempre un momento molto emozionante e altrettanto emozionante è la consegna delle lettere ai finalisti, perché prima del giorno della premiazione noi consegniamo agli otto finalisti una comunicazione in cui si riporta che il loro testo si è classificato tra i finalisti.
E poi la cerimonia stessa, la cerimonia stessa che è la conclusione del lavoro di un anno.”

La professoressa Groppi aveva un blog, in cui scriveva poesie, racconti e storie della sua vita da insegnante. Questo blog si chiamava Piovono parole, ed oltre ad essere oggi il titolo del nostro concorso, questo è il titolo del libro che raccoglie tutti i suoi post, realizzato come omaggio a seguito della scomparsa della prof. Casualmente, qualche anno fa mia mamma aveva comprato questo libro. Ho scelto di concludere quindi lasciandovi un breve frammento pieno di quella speranza di cui ognuno di noi a volte ha bisogno:

“Forse si rischia di rasentare la banalità dicendo che la primavera rappresenta un miracolo, però a me pare un po’ così. Specialmente ora che la stiamo mettendo veramente a dura prova, la natura. Mi sembra quasi impossibile che dopo il grigio ci siano esplosioni di colore, che dopo il freddo arrivi il tiepido, che tutto appaia ingentilito. E girando in bici si possono scegliere anche i percorsi più naturalistici, quelli che ti riempiono gli occhi di stupore e il cuore di gratitudine. Quelli che ti danno forza ed entusiasmo, per domani, quando sarai a casa. A pensare al prossimo giro.”

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